lunedì 25 febbraio 2013

Buon lunedì....

Dieci giorni fa un prolettico assaggio di primavera mi ha fatto fiorire tutto l'aglio in cucina... 
Ieri fiocchi di neve grossi come nidi di cicogna... 
Oggi accontentiamoci di iniziare una settimana umidiccia... pesticciando qua e là residui di neve milanese grigiognola e sciolta e lasciando che una fitta rugiada ci imperli gli occhiali e ci arricci i capelli...
Voglia di uscire eh??? 

Invidia per tutti coloro che possono starsene pigramente a casa... morbidamente abbandonati ad ore di inconcludenza... appollaiati nei pressi di un termosifone... 

Voglio rinascere gatto... o cuscino... 



"I gatti [...] ti fanno sentire a casa più di chi ci abita se non ti vuole bene. E se loro te ne vogliono, non si nascondono dietro muri di silenzio né riserve mentali: lo esprimono e esigono il ricambio, si offendono e ti castigano se li privi di quel che per loro è giusto"
(Gina Lagorio, Tosca dei gatti)

"Ai miei gatti"

Quando non ho da fare
sono talmente presa dall'idea
di non far niente,
che non faccio niente
sto con i gatti.

Sei un'orsa
giochiamo
un leoncino
una gatta rimasta bambina
una puttanella
affamata di carezze
ci somigliamo.

Mino mi dà consigli saggi
Mina mi salta sul grembo
mi asciuga le lacrime con la zampa
mi dice di non piangere
che lei è tutta lì per me
mi adora a occhi chiusi.

Fossi gatta
vorrei essere la mia.

Edith Bruck  

domenica 24 febbraio 2013

risotto al limone


Ingredienti per 4 persone:
  • 400 g di riso
  • 1 cipolla
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
  • 1 l di brodo vegetale
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 limone
  • prezzemolo fresco tritato
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • (pepe) 
Ricetta in onore della cugina "Carlotta", che quando ha assaggiato questo piatto è impazzita!
Ne approfitto (visto che il blog è mio e posso fare quello che voglio!) per ringraziarla e ricordarle quanto sia una persona meravigliosa e quanto sia un piacere ospitarla a casa nostra!

Portate a ebollizione il brodo, grattugiate la scorza del limone (ovviamente solo la parte gialla più esterna) e spremetene il succo; nel frattempo fate imbiondire la cipolla finemente affettata in una padella con l'olio, poi tenetela da parte e, sempre nella stessa padella, fate tostare il riso. Sfumatelo col vino bianco e, quando sarà evaporato, con il succo di limone. 
Proseguito la cottura aggiungendo poco brodo alla volta. A metà cottura aggiungete anche la bustina di zafferano. 
Quando il riso sarà pronto, mantecatelo col parmigiano, spolveratelo di prezzemolo fresco ed eventualmente con del pepe nero macinato al momento (se riuscite macinatelo piuttosto grosso, in modo che sprigioni il suo profumo e mantenga un sapore deciso); servite nei piatti individuali decorando con qualche fogliolina di prezzemolo intera, la scorza grattugiata ed eventualmente qualche fettina di limone. 
Facilissimo e buono, ottimo per un pranzetto domenicale!

martedì 12 febbraio 2013

tortino di alici con olive, briciole di pinoli e croccante di mollica aromatica

Ingredienti per 4 persone:
  • 300g di alici fresche spinate
  • una patata
  • un limone (fette e scorza grattugiata)
  • parmigiano grattugiato
  • olive taggiasche
  • olio extravergine d'oliva
  • un cucchiaio di pinoli
  • aglio in polvere
  • origano fresco e prezzemolo tritato
  • pangrattato q.b.
  • sale e pepe
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • concentrato di pomodoro per decorare


Sbucciate la patata, affettatela sottilmente e fatela sbollentare per un paio di minuti in acqua bollente; scolatela e lasciatela raffreddare.
Sciacquate le alici già spinate, asciugatele con della carta assorbente e fatele appena scottare (poche alla volta) su una padella antiaderente con un filo d'olio, facendo attenzione che non si attacchino.

Prendete 4 coppapasta del diametro di circa 7 cm e sistemateli su una pirofila foderata di carta da forno.  Disponetevi le alici a ventaglio in modo che la parte della testa di ciascuna resti sul fondo dello stampino e la coda ricada all'esterno. 
Procedente poi farcendo ogni sformatino con un paio di fette di patate, una delle alici avanzate, mezza fetta di limone, un poco di aglio in polvere, un po' di origano e prezzemolo, sale, pepe, parmigiano, un'oliva, qualche pinolo un filo d'olio. Proseguite fino ad esaurire le alici e le fette di patata. Quindi richiudete gli sformatini ripiegando verso l'interno le code delle alici. Spolverate la superficie degli sformatini con un poco di pangrattato, aglio in polvere e parmigiano grattugiato, sale e pepe; irrorate con un filo d'olio e versate un poco di vino bianco sul fondo della pirofila. Informate in forno già caldo in modalità grill forte (per circa 15 minuti), finchè la superficie degli sformatini risulterà dorata e croccante.

Nel frattempo scaldate una padella antiaderente pulita, tostatevi i pinoli rimasti e teneteli da parte. Nella stessa padella versate un filo d'olio, il pandrattato e un cucchiaio di scorza di limone grattugiata in modo da formare delle piccole cialde da utilizzare per la decorazione.
Sfornate gli sformatini, distribuiteli nei piatti individuali e decorate con foglioline di origano fresco, qualche oliva, qualche cialda di pangrattato, qualche goccia di concentrato di pomodoro, i pinoli tostati e un filo d'olio extravergine crudo. Bontà e bellezza!


sabato 2 febbraio 2013

la caduta degli "dei"


Facciamo chiarezza: un tempo gli attori recitavano, allo stesso modo in cui gli spazzacamini spazzavano la fuliggine e i macellai affettavano costolette; i re oziavano e i cortigiani strisciavano e parassitavano...

I "ruoli" (e di conseguenza i mestieri) erano chiari, i ceti chiusi, la società statica, forse non democratica ma "ordinata".




Gli dei guardavano gli uomini dall'alto in basso come tanti insettini insignificanti indaffarati nei loro umani negozi... Gli umani ricambiavano lo sguardo con timorosa sottomissione; l'ubris ("tracotanza", "arroganza") era punita con qualche saetta che inceneriva il povero pollo in due secondi (meglio del più potente microonde!).
Ci si capiva ancora qualcosa!
La modernità confuso le acque: mobilità sociale, nuovi desideri, nuovi bisogni (reali o meno), nuove divinità da adorare, nuove finzioni da rispettare. La vita è uno "spettacolo"... non sempre in senso positivo. Ci nascondiamo dietro innumerevoli maschere... e Pirandello ne sapeva qualcosa...

"Ero... nel loro mondo uno che si chiamava Moscarda, un piccolo e determinato aspetto di realtà non mia, incluso fuori di me nella realtà degli altri e chiamato Moscarda."
"Dida mia moglie mi chiamava Gengè; [...] Gengè era molto amato da mia moglie Dida [...] Cominciai a divenire terribilmente geloso di un imbecille che s'era cacciato tra me e mia moglie... mia moglie si stringeva tra le braccia la realtà di uno che non ero io!"
"Rientrando in casa, vi trovai Quantorzo in seria confabulazione con mia moglie Dida [...]... credettero che con quell' "eccoci" mi riferissi soltanto a loro due, sicurissimi che lì dentro fossimo ora in tre e non in nove; o piuttosto in otto, visto che io -per me stesso- ormai non contavo più. Voglio dire: 1. Dida, com'era per sé; 2. DIda com'era per me; 3. Dida, com'era per Quantorzo; 4. Quantorzo com'era per sé; 5. Quantorzo com'era per Dida; 6. Quantorzo com'era per me; 7. il caro Gengè di Dida; 8. il caro Vitangelo di Quantorzo. S'apparecchiava in quel salotto, fra quegli otto che si credevano tre, una bella conversazione."
(Pirandello, "Uno, nessuno, centomila")

Ma accade che ogni tanto qualche maschera caschi a terra... o meglio: che tutto l'attore scivoli e si esibisca in un sonoro capitombolo, dal quale la sua dignità è destinata a non risollevarsi mai più!
Oggi le "divinità" del cinema, in nome di un non chiaro spirito di umana solidarietà, sembrano abbandonare di tanto in tanto il loro Olimpo hollywoodiano per fare una capatina tra i comuni mortali. E quale modo migliore di manifestarsi agli odierni proseliti se non attraverso il moderno oracolo televisivo? I divi del grande schermo si mettono così al servizio della Pizia pubblicitaria. E se Ulisse ed Enea si erano rivolti a Circe e alla Sibilla cumana per ricevere le indicazioni necessarie alla discesa nell'Ade che avrebbe fatto luce sul loro destino... oggi ci accontentiamo di affidarci a qualche spot per decidere che marca di detersivo, caffè o rossetto acquistare... Le priorità sono cambiate!
Così ci ritroviano George Clooney caffè-dipendente nei panni di uomo-decaffeinato che vive nelle botteghe Nespresso, dove viene immancabilmente sbeffeggiato da tutte le donne che incrocia tra una tazzina di espresso e l'altra; Julia Roberts, la rana dalla bocca larga, che si presta allo spot sul fondotinta "illuminante" che, considerando che la pulzella sarà ormai vicina al mezzo secolo, non fa luce su altro che sui miracoli del fotoritocco...

Ma l'Awards 2012 per la perdita dell'"aura" va sicuramente ad Antonio Banderas nei panni dell'uomo- Mulino Bianco! Affascinante, tenebroso, dotato di esoticità caliente e latina, di un nome che unisce la sensualità del flamenco alla semplicità rassicurante del ragazzo della porta accanto... Insomma, un personaggio da far tremare le gonnelle a qualsiasi fanciulla (o i mutandoni di pizzo al ginocchio delle fan più stagionate)...
Dopo aver raggiunto l'apice del successo grazie a uno straccio nero con due fori legato attorno alla testa a metterne in risalto lo sguardo penetrante, Zorro ha gettato la maschera, l'ha calpestata, fatta a pezzi, bruciata e ne ha disperso per sempre le ceneri!
Oggi ce lo troviamo riciclato nei panni di un poco credibile mugnaio che chiacchiera con una gallina (?!?!) o si strafoga di cornetti al cioccolato (perchè "Tanto non mi vede nessuno!").
Che tristezza! Che disillusione! Zorro si è trasformato in Sancho Panza...

Questo è forse l'effetto della perdita di ruoli precisi, dello sfumare dei mestieri l'uno nell'altro... D'altronde non possiamo pretendere qualcosa di diverso: i vecchi "spazzini" oggi si chiamano "operatori ecologici" (titolo che incute una certa reverenza), le "Magistrali" si chiamano "Scienze della formazione psicopedagogica", gli autisti si definiscono "automuniti" (un'etichetta che porta all'istintiva risposta: "Oh poverino, mi dispiace!", come se si trattasse di una menomazione o malattia rara!)... Ah, ovviamente i nullafacenti di un tempo sono oggi "diversamente-impiegati"!

Tutti si riciclano come possono e in un mondo che si regge sempre più sulle apparenze, anche le stelle cadono... e forse è rassicurante come le brutture sventolate sulle copertine di Novella 2000...
La catarsi è servita! Consoliamoci... nella tragedia!

sabato 19 gennaio 2013

"De calzinibus"

Memorie di una lavandaia... 
Il calzino è uno degli indumenti più tristi del guardaroba, sia maschile sia femminile (per questo si tende a nasconderlo in fondo a qualche cassetto... preferibilmente l'ultimo), collocandosi appena al di sopra della pancera e di forse (ma non ne sono sicura) degli slip bianchi da uomo; in ogni caso ai primissimi posti nella hit parade della malinconia vestiaria!
Già la designazione al diminutivo è evocativa di un mancato riconoscimento di status di vero capo d'abbigliamento, che lo confina nel limbo dell'indecisione categoriale e sembra escluderlo da ogni considerazione stilistica.

Raggiunge l'apice del grigiore se lo si considera nei momenti di solitudine, quando lo si scorge mollemente abbandonato sulla spalliera di una seggiola o ai piedi del letto...
Già vederne due appaiati (evento raro e fortunato) fa tutto un altro effetto! Sembra che i due simili si tengano almeno un po' di solidale compagnia.

Ovviamente a suscitare il disprezzo dei compagni di comò (che talvolta sembrano letteralmente ritrarsi, schiacciandosi contro la parete opposta del cassetto per evitare ogni contatto!) intervengono alche altri fattori: fantasia, lunghezza (o cortezza...), tenuta dell'elastico... 
Il calzino, sarà perchè si indossa rigorosamente nascosto, o almeno così dovrebbe essere!) tra scarpe e pantaloni, si presta alle più svariate aberrazioni di gusto! Abbiamo tutti presenti le fogge carnevalesche che possono insidiarsi sotto i pantaloni maschili apparentemente più rigorosi (magari fino a metà polpaccio, che è veramente il massimo!)... ed è scientificamente provato che una serata affascinante può essere rovinata solo da un accavallare di gambe... questione di un istante e la poesia muore, impiccandosi in una fascetta di cotone o poliammide!

E le donne? Non voglio nemmeno considerare quante adesiscono al movimento del "calzino corto con la gonna"... seguaci di Anna dai Capelli Rossi, protagonista di un cartone tristissimo (anche ma non solo per questo tipo di abbigliamento!) a cui probabilmente devo ricondurre qualcuno dei miei traumi emotivi! 
Anche le creature femminili maggiormente dotate di gusto e buon senso scivolano nella follia pratica del gambaletto antistupro (corsivo mio) elasticizzato e lungo fin sotto il ginocchio...un'oscenità!!! Esteticamente deprecabile in misura direttamente proporzionale alla sua rivoluzionaria utilità: consente di tenere lontani gli spifferi invernali sempre in agguato e pronti a infilarsi sotto i pantaloni, ma senza gli inconvenienti pizzicanti dei collant! Inoltre funge anche (ed è una mia teoria in attesa di dimostrazione scientifica) da strumento di autodifesa... un po' come lo spray al peperoncino... un deterrente efficacissimo anche contro i peggiori malintenzionati!

(dimostrato da test di laboratorio!!!)
La vita di coppia del calzino è tutbolenta ma monogama, segnata da continue separazioni e occasioni di ritrovamento; gli allontanamenti definitivi sono piuttosto rari... più frequenti le vedovanze... prima causa delle quali è il risucchio da parte dello scarico della lavatrice.

Quando invece il coniuge disperso risalta fuori tutto impolverato da qualche angolo sotto il letto, da dietro un comodino o dal fondo della cesta della biancheria (dove era rimasto impigiato per mesi) si assiste a commoventi ricomposizioni familiari...degne delle più strappalacrime trasmissioni di Raffaella Carrà...
Ma tentare unioni tra calzini vedovi è inutile: il compagno di confezione è unico e insostituibile! Il lagame è sacro e inviolabile... inutile ripiegare su approssimative coppie di fatto. Al massimo si possono confinare i single in qualche cesta apposita...dove condividano il loro destino solitario confortandosi a vicenda...(un po' come quei circoli in cui persone rimaste sole si riuniscono per giocare a carte, a scacchi o a bocce...)... e non sono ammesse orge (che risulterebbero in-cestuose se non altro per la logistica di cui sopra: la cesta appunto!).
Il calzino (uno, perchè questo non è mai un trattamento di coppia) è soggetto a una barbara usanza: la pratica del "rammendo", basata sul principio economico del risparmio (se solo uno dei due è bucato, perchè buttarli entrambi?) e su quello religioso del non separare ciò che maglieria ha unito; mai dividere una coppia di calze! Sarebbe l'inizio della fine! La fonte di una cascata di disordine in cui si rischierebbe di annegare, invasi da guanti pedestri di cotone/lana/nilon, a costine, trecce, points, senza riuscire più a ricostrire parentele, legami o semplici rapporti di convivenza.... Tra i calzini non sono ammessi tradimenti nè seconde nozze, frutto di ricicli di precedenti rapporti. I calzini sono eternamente fedeli l'uno all'altro: termineranno la loro vita coniugale (dopo molteplici rattoppi individuali) scivolando insieme dagli stinchi del proprietario, quando i loro elastici avranno finalmente ceduto al languore dell'età!










domenica 6 gennaio 2013

Befana apprendista

Dalla saggina alla scopa a vapore... ai più ecologici aspirapolveri ... Le befane del XXI secolo si sono evolute e aggiornate... superato il "Folletto" (dopo anni di presentazioni a domicilio con reverenti ma caparbie rappresentanti disposte a rivoltarci casa a caccia di acari nella speranza di venderci un elettrodomestico dal nome di gnomo magico, lo abbiamo finalmente sepolto; solo quello di mia suocera è sopravvissuto a 50 anni di utilizzo, innumerevoli cortocircuiti poenzialmente mortali per lui e per la proprietaria e circa 200 riparazioni molte delle quali a base di nastro adesivo o banale scotch...) sono passate alla modernissime Rowenta... la Ferrari delle scope elettriche, "per la befana che non si accontenta" (per restare in tema di spot pubblicitari, dovrei immaginare un Babbo Natale che "non deve chiedere mai" e quindi viaggia a bordo di una Harley... ma chiudiamola qui).




Ma oggi c'è la crisi... e all'ultimo Sabba/meeting noi befane più giovani abbiamo avanzato la proposta di passare alla scopa a pedali... per unire i benefici dello spinning al duplice risparmio di energiaelettrica e costo dell'abbonamento in palestra... Perchè si sa che con i tempi che corrono si è costretti a rinunciare un po' a tutto, ma alla forma fisica anche la befana continua a tenerci...
Nel frattempo siamo corse ai ripari, e se una volta si viaggiava di notte per una questione di magica discrezione, oggi lo si fa per risparmiare un po' sulla bolletta Enel... quindi le consegne devono essere effettuate tra le 8 di sera e le 8 del mattino...come i lavaggi della lavatrice!

Scordiamoci i depositi in calze a maglia, magari di un paio di taglie più grandi del necessario, firmate Filodoro o Golden Lady...di quelle (costosissime) che resistono al peso di dolci e balocchi allungandosi fino a terra... Le più generose, che non ricorreranno al misero calzino spaiato misura 35 (con una capacità massima di 4 barrette di cioccolato, una decina di caramette e 1 o 2 pepite di carbone) opteranno per un paio di collant supercontenitivi (di quelli che non si allungano nè si allargano nemmeno se in lavatrice le lavate a 200 gradi o le sottoponete ai test per astronauti), che eliminano il rischio di verder sparire dolciumi e chicche varie in un pozzo senza fondo di microfibra elastica...
Benedette siano le fibre sintetiche
 moderne!
 
Siamo in "tempo di crisi" (espressione ambigua e qualunquista per deresponsabilizzare l'umanità intera dal caos nel quale si è messa con le proprie stresse mani...specie evoluta e dotata di intelletto superiore...?!?) e se il carbone è da sempre temuto dai bambini per le loro "marachelle", oggi più che mai, visti i costi del carburante, sono i genitori a sperare nell'arrivo di un discreto dosaggio di combustibili fossili!  (Anche sottoforma di buoni Shell...). A questo punto diventa più risparmioso per la povera befana caricarsi di dolci e leccornie varie.... (tanto tra Natale e Capodanno qualcosa avanza sempre e si sa che passate le feste negozi e supermercati ti tirano dietro i resti di magazzino...E rincorrersi per le corsie di un ipermercato tirandosi dietro tartine con salmone e maionese può essere una buona alternativa per gli anni in cui non si può giocare a palle di neve... Bisognerebbe organizzare!).
Insomma, il carbone lo riserviamo ormai solo a chi veramente merita di riceverlo.... magari come consegna-espresso, recapitata direttamente dall'alto dei cieli...così fa più male. Tutto sta nell'avere una buona mira (e si sa che le befane giovani ci vedono meglio!).



Bene, è tutto. Oggi smontiamo gli addobbi (anche se io personalmente li terrei fino a Pasqua, perchè l'idea di richiuderli in uno scatolone in cantina mi mette tristezza), mangiamo dolci fino a sfiorare il coma iperglicemico e tiriamo un sospiro di sollievo per essere sopravvissuti... Al Natale? Alla profezia dei Maya? Un po' a tutto. Torniamo alla vita reale...
L'"Epifania tutte le feste porta via", ma niente paura: San Valentino è dietro l'angolo!

lunedì 31 dicembre 2012

Bilancio di fine anno


31 dicembre.
Di nuovo.
Siamo agli sgoccioli, all'epilogo, ai titoli di coda, al congedo da un altro anno. Ci stiamo ancora disdricando tra lucette natalizie e palline e già dobbiamo fare i conti con l'inesorabilità del capodanno. 
Disney Classici - Paperino alle prese con addobbi nataliziAbbiamo solo poche ore per tirare le somme, prima che il nuovo anno ci caschi sul collo come una tegola e gli effetti del 2012 ci tornino in mezzo agli occhi come un boomerang... 


E allora visualizziamo la nostra bilancia metaforica e facciamo due conti: da una parte i "più", dall'altra i "meno", smiles sorrienti da un lato, faccine tristi dall'altro... 
Dalle festività natalizie si esce sempre un po' ammaccati, quindi essere "scientifici" risulta piuttosto difficile... avremmo bisogno di prendere le distanze, allontanarci dai panettoni, disintossicarci dall'eccesso di spirito natalizio e dall'overdose di farcitura per voulevant... Vorremmo leccarci le ferite fino a che l'epifania non ci riprecipiti nella realtà quotidiana, fuori dalla "palla di neve" delle vacanze... e invece no. C'E' ("E'" maiuscolo a sottolineare la "necessità ontologica" dell'evento... vedi Parmenide... subito dopo i Pitagorici in tutti i volumi di Filosofia per licei) il fineanno-capodanno...
Che si tratti di due feste o una credo nessuno l'abbia mai capito veramente... Così come lo scopo ne rimane incerto: si ringrazia lo Spirito Santo di aver posto fine all'anno trascorso lasciandoci sopravvivere? Si rende grazie per una fase conclusasi positivamente? O piuttosto si cerca di propiziarsi il fato, cercando di indirizzarlo verso un futuro positivo? Insomma: si festeggia la fine o l'inizio?
Bandiera a scacchi che simboleggiano il traguardo, mouse trappola per la cattura di piccoli roditori Archivio Fotografico - 3953826

Ma chi ha tempo di chiederselo? E' da Santo Stefano che siamo impegnati nella caccia al cotechino perfetto... le vetrine dei salumieri abbondano di questi cicciotti sacchetti rosa impiccati... ma non ci si può mica affidare alla cieca al primo insaccato in cui sbattiamo il naso! Solo i più previdenti l'hanno prenotatao fin da ferragosto al droghiere di fiducia... e quindi possono serenamente tracciare una spunta alla prima voce dell'elenco "Fare per capodanno:". In alternativa (se non siete di quelli che svengono solo vedendo una puntata di Grey's Anatomy e non vi fa impressione presentare un arto suino mozzato sulla tavola imbandita del cenone) potete ripiegare sullo zampone... ("Tanto va il maiale al capodanno...che ci lascia lo zampetto"... non fa rima ma rende l'idea)... sfogliando il mio ricettario ho scoperto che ne esistono mille preparazioni: oltre che con i soliti purè di patate e/o lenticchie, fagioli, purè di finocchi, allo zabaione, con contorno agrodolce, gli aspiranti suicidi osano anche impanarlo e friggerlo! Mille modi per far schizzare alle stelle trigliceridi e colesterolo... E allora sì che si sentono i botti! Insomma... ognuno si fa del male come vuole.

Dopo la spunta "cotechino/zampone acquistato" si passi alla "Missione lenticchie"; da quando qualche vecchia pettegola senza un H da fare ha stabilito che quelle in scatola sono un'eresia, bisogna armarsi di sacrosanta pazienza e organizzare un tour-safari tra gli scaffali del reparto legumi di un ben fornito supermarket: vi si spalancheranno le porte di un mondo sconosciuto: quello delle leguminose! popolato da ottocentomiliardi di tipi di lenticchie (lenticchia rossa, lenticchia verde, lenticchia di Castelluccio di Norcia, di Ustica, di Vitalba, dell'Armuna, ecc. ), diverse per colore, forma, dimensione oltre che (tanto per confondere un po' più le acque) per confezione: per cui anche quelle uguali sono "vestite" di fogge diverse per trarre in inganno il povero pellegrino delle corsie degli alimentari... Alla scelta segue l'ammollo di una notte in abbondante acqua... e occhio a seguire bene le indicazioni: il recipiente deve essere davvero "capiente"... rischio strabordamento paragonabile alle inondazioni del Nilo con conseguente tentativo di fuga delle lenticchie (potrei scriverci un racconto: "La fuga della lenticchia"!)... il risciacquo e la cottura interminabile in pentola borbottante o (volendo proprio trasgredire alla tradizione) in pentola a pressione (ma in questo caso dovete proprio affidarvi al santo protettore dei fornelli, perchè la durata della cottura sfida la legge della relatività e il passaggio da crudo a pappetta col fondo carbonizzato è questione di decimi di secondo!).
Nel frattempo potete comodamente dedicarvi al dilemma: che cappero mi metto? Vostro marito, comodamente sprofondato nella sua tuta da ginnastica (o quasi) vi troverà immerse nel guardaroba fino alla vita, in procinto di annegare tra le paiettes di qualche abito da sera mai messo o di soffocare tra le piume di struzzo... E dopo una lunga vestizione paragonabile a quella degli eroi epici dell'Iliade (nel frattempo le lenticchie si sono "sicuramente" ridotte a purè bruciacchiato!) vi verrà in mente (accompagnata da qualche esclamazione interiore poco raffinata): la biancheria rossa!!!!!!!!!!! E via che si ricomincia tutto da capo!
Certo che noi specie evoluta non abbiamo proprio un tubo da fare!!!O forse ci sentiamo così flagellati dalla Natura ostile che crediamo di doverci affidare a ogni stratagemma per migliorare le nostre sorti... E allora ci rimpinziamo di lenticchie sperando di vincere la lotteria anche senza giocare e ci imbraghiamo di pizzi rossi nella speranza di allargarci il fondoschiena (in senso figurato ovviamente... anche se con tutti questi cotechini e zamponi il rischio è molto più concreto!).
Oroscopi e immaginiTanto domattina (ammettendo che si possa ancora chiamare "mattina" il risveglio delle 14.00...) ci penserà qualche oroscopo del "Capodanno" a sbatterci giù dal letto e dalle nostre illusioni strepitando contro le "quadrature astrologiche negative che costringeranno il nosto karma a lottare contro la corrente astrale come un salmone... Ma tranquilli: solo fino al mese di giugno! Poi tutto liscio come un'autostrada a quattro corsie in discesa!".


In tutto questo indaffararsi tra pentole e lingerie non abbiamo avuto il tempo di "soppesare" l'anno trascorso... Rimandiamo? Rimandiamo. All'anno prossimo.

Buona fine e buonissimo inizio!